Ho imparato il tedesco come prima lingua dall'età di 11 anni e questo, durante 7 anni. All'inizio, non per amore della lingua, ma perché la sua scelta condizionava l'entrata in una scuola pubblica di ottimo livello della mia città dove le tre mie sorelle erano già iscritte [alla loro "epoca" si poteva scegliere qualsiasi scuola; per la mia generazione invece una nuova legge obbligava l'iscrizione nelle scuole vicino a casa; la scelta di una lingua come il tedesco era un "Sesamo" ;)].
Ma ho adorato subito questa lingua, anche se soffriva di tanti luoghi comuni nella mia famiglia (sorelle escluse, anche a loro è piaciuta tanto il tedesco). "Lingua troppo dura", "non abbastanza poetica", "lingua della Guerra"... che non poteva essere apprezzata purtroppo dai miei. Pero' ce lo hanno lasciato scegliere e ho sempre apprezzato la libertà che i miei, eppure di una generazione molto diversa della nostra, ci hanno regalato da sempre in tutti i campi.
Entrata all'università a settembre 1982, ho lasciato il tedesco per l'inglese e da allora l'ho abbandonato completamente pure essendogli molto legata col cuore. Comunque, ho dimenticato quasi tutto tranne tante belle poesie e canzoni che conoscevo a memoria.
Parlavo il tedesco fluently e ne ero abbastanza fiera. Dal 1978 al 1982 ho fatto tanti viaggi d'estate in Germania, sia quella dell'ovest che quella dell'est. E ho conosciuto durante questi miei viaggi il Berlino del muro. Quando penso al muro penso subito alla magnifica canzone di Bowie che si chiama Heroes (Bowie ha abitato a Berlino ovest), per me simbolo bellissimo della lotta contro il muro della vergogna (le stupende parole ne sono una testimonianza).
Ricordo ancora la paura che vivevo quando noi occidentali non tedeschi passavamo di un lato all'altro. Ero teenager e molto timida. Era come fare un viaggio nel passato dei miei genitori. Berlino fuori discussione [la parte ovest era molto più moderna ma il Berlino dell'est era molto più moderno di tutte le città della DDR], ricordo quando si passava il confine tra BRD e DDR. La verifica dei documenti in treno con pastori tedeschi e specchi dapperutto era un momento che non mi piaceva vivere (il mio cuore batteva fortissimo, ero impaurita). Ricordo un giorno che la foto dei miei documenti non mi assomigliava più di tanto (ero ragazzina sulla foto e da teenager ero diventata molto diversa) e che il doganiere dell'est mi aveva spaventata, poi mi aveva sorriso facendo un complimento sui miei occhi verdi.
Provavo ancora un po' di paura all'arrivo nella stazione di Dresden. Era come andare indietro di 30 anni. Quella stazione eppure bellissima perché piena di storia mi paralizzava qualche minuto di paura. La presenza dell'esercito dappertutto mi signaleva un pericolo. Eppure amavo andare li' perché ci ritrovavo i miei amici dell'est. Erano molto accoglienti. Soffrivano della mancanza di libertà ma erano molto allegri e positivi di personalità.
Il giorno della caduta del muro ero a Houston. E ho pianto di emozione pensando a loro, ai miei amici dell'epoca di cui ho perso la traccia ma non il ricordo (ci siamo scritto molto fino al 1984 poi all'epoca non avevamo internet, scriverci era lungo e complicato e la vita è cosi', purtroppo si girano le pagine anche sulle persone importanti nel nostro cuore).
Per me tra i simboli più belli della caduta c'è il suono del violoncello due giorni dopo (11 novembre 1989) del grande Rostropovitch. Li' in alto, la sua presenza accanto al muro è stata immortalizzata al Museo Grévin di Parigi. Certo ci sono tutti i racconti dei berlinesi dell'est e dei tedeschi dell'est. Oggi ne ho sentito uno travolgente di una mamma passata all'ovest qualche anno prima della caduta con le sue due figlie bloccate all'est. Tutti i giorni durante 6 anni si metteva dal lato ovest con una cartella "rendetemi i miei bambini!".
E certo non dimentico Gorbatchev che ha fatto molto già dai due anni prima della caduta del muro. Senza di lui, tutto questo non sarebbe stato possibile.
Oggi ho un pensiero dolce per il popolo tedesco (ri)unito. E ho deciso di rimettermici al tedesco. E sogno di tornare a Berlino, a Dresden e a Halle. Dico sul serio! ;)
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